VOLUMI GIA' PUBBLICATI

  dai seguenti Editori :             Levante, Chinaski-Edizioni, Caosfera, Kimerik,

Tindari-Patti Editore, Absolutely Free Editore, Mediterranee Edizioni, BONFIRRARO Editore

Elison Publishing, Bastogi Libri, Officina di Hank

2021

  

2021 BCM - Business Combat Mindset.jpg
BUSINESS COMBAT MINDSET
Manuale di Psicodinamica del Combattimento aplicata al Business
2021 - Officina di Hank - Genova

 

Contenuti

Business Combat Mindset è un volume di Business Coaching finalizzato ad arricchire i metodi tradizionali sui quali è basato il Management, con metodologie, tecniche, tattiche, strategie e principi provenienti dal mondo marziale e degli sport a contatto pieno. Il principio didattico sul quale si basa è quello della “Metafora Sportiva”, già ampiamente adottato da Aziende multinazionali (Teamworking) e consolidato in US e Nord Europa. In particolare l’Autore suggerisce al Business Man di abbandonare temporaneamente la propria Zona di Comfort per concedere la possibilità a forme diverse di interpretazione, gestione e formulazione di decisioni, di emergere e farsi solidali alla sua psicologia. L’applicazione di certi principi richiede lo sforzo di sperimentare attivamente la validità di tutti i contenuti che vengono presentati e distribuiti lungo la trattazione, perché soltanto l’evidenza del risultato ci permette di accordare il giusto consenso alla novità e all’innovazione. L’efficacia dell’approccio proposto nel volume è basata sui seguenti assunti:

  1. Le logiche del Mercato sono analoghe a quelle del Combat (contesto marziale);
  2. La psicologia dell’Agonista (Business Man) coincide completamente con quella dell’Antagonista (Competitor), in entrambi i contesti;

  3. Il Business Man di successo (inteso come Leader o Manager apicale) è dotato di un carattere forte: è un uomo coraggioso (prerogativa del Combattente);

  4. L’esperienza dell’applicazione dell’approccio Combat alle dinamiche del Business ha portato molti Manager a migliorare vigorosamente le loro prestazioni;

  5. Il Business Man può beneficiare del potere della resilienza dello Sportivo professionista.

 

Il volume è basato sulla convinzione che certi elementi tipici del Combat possano essere agevolmente compresi e traslati nel contesto del Business, a patto che vengano accolti con sincerità e poi sperimentati direttamente e integrati nel “fatto aziendale”.

Il linguaggio adoperato dall’Autore è il giusto compromesso di cifra accademica e di formazione, inframmezzato da esempi e rappresentazioni di scenari che originano da esperienze dirette di Management e di competizioni sportive.

Destinatari

Questo volume è indirizzato a un’utenza molto variegata. La destinazione elettiva è costituita dai profili decisionali, direttivi, strategici e da tutti quei professionisti, interni o esterni all’Azienda, ai quali sia stato conferito l’incarico della decisione e del comando. Sono certamente inclusi all’interno di questa classe di destinatari: CEO (Chief Executive Officer), CFO (Chief Financial Officer), COO (Chief Operations Officer), CTO (Chief Technical Officer), CCO (Chief Commercial Officer), Managing Director, General Director o General Manager, Sales Director o Sales Manager, Executive Sales Manager, Operations Director o Operations Manager, Marketing Director o Marketing Manager, Communication Director, Export Director o Export Manager, Strategic Marketing Director o Strategic Marketing Manager, Project Leader, Strategist, Communication & Marketing Director. Tutti questi profili sono chiamati a pianificare strategicamente tempi, obiettivi e risultati (ciascuno per la propria area di attività), a ottimizzare processi e utilizzo delle risorse materiali e immateriali, a decidere e a rispondere delle proprie decisioni in un arco di tempo ben definito, a rischiare e a gestire criticità. Sono altresì chiamati a lavorare in situazione di stress, pressione psicologica, urgenza ed emergenza, a gestire diplomaticamente e strategicamente relazioni private e istituzionali nazionali e internazionali, a conseguire un risultato. Soprattutto sono destinati a lavorare in solitudine.

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2019

  
GURDJIEFF
Viaggio nel Mondo dell'Anima

2019- Bastogi Libri Roma

 

Quattrocentocinquanta pagine suddivise in tre sezioni.: Parte 1) Idiota n° 17, un Romanzo Documentale assolutamente originale in cui la voce narrante presenta le vicende cruciali della vita, della formazione e della maturità del Maestro, trattando fatti, dati e informazioni provenienti da oltre 70 pubblicazioni in varie lingue, testimonianze dirette degli allievi e trascrizioni di conferenze registrate su nastro magnetico. Il Romanzo lascia che l’insegnamento si riveli attraverso le azioni e le parole del maestro caucasico, aggiungendo alle vicende reali del suo lavoro quotidiano con gli allievi, alcune note personali sul carattere e il temperamento dell’uomo Parte 2) Dovere Partkdolg, un Saggio sul metodo della Quarta Via ideato da Gurdjieff per evolvere nello stato della coscienza e accedere al mondo superiore dell’anima, che distingue l’uomo vero dall’uomo macchina. Con una prosa accessibile anche al lettore poco avvezzo ai capisaldi della cosmologia e dell’insegnamento di Gurdjieff, la seconda parte espone temi quali: l’ordinarietà dell’Uomo Macchina, che vive identificato nel meccanicismo di una personalità contaminata dai capricci dei suoi centri scoordinati; le tappe fondamentali del metodo per l’evoluzione della coscienza; l’importanza di intraprendere un  lavoro personale volontario, intenzionale e costante, per accedere allo stato superiore di “cristallizzazione dell’anima”, l’unica sostanza che può sopravvivere alla dissoluzione del corpo fisico dopo la morte. Parte 3) Un’Appendice che raccoglie approfondimenti sulle fonti utilizzate, includendo un commentario agli aforismi del Maestro - spesso abusati, fraintesi o strumentalizzati - e uno studio molto speciale sulla “Fratellanza Sarmoung” che espone le varie teorie sulla natura della Scuola dei Sarmouni.

Imperdibile per la ricchezza dei contenuti, l’originalità dell’approccio e l’inedicità di alcune fonti, l’Opera si rivolge ai cultori del Maestro, così come al principiante che voglia intraprendere un libero percorso di sviluppo personale. Il Volume – attualmente in fase di produzione dalla Casa Editrice romana “Bastogi Libri”  (http://bastogilibri.it) – verrà pubblicato nel Gennaio 2019.

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2017

  
COBALTO
De Servo Arbitrio (Italiano)

2017 - Elison Publishing

 

Il prof. Kurt Wayne ha subito una tragedia atroce della quale porta ancora tutti i segni addosso. Inoltre, da quando è stato lasciato da sua moglie, che ha avuto la forza di ricominciare a vivere, è caduto in uno stato di trascuratezza e di asocialità mitigati soltanto dal lavoro. L’Università – infatti – richiede una regolarità e un ritmo cui non può, né desidera sottrarsi. Negli anni ha fatto dei numeri il proprio passatempo, la propria compagna, il proprio Dio. Eppure certi eventi lo costringeranno a rientrare nelle pieghe delle sue ferite mai rimarginate alla ricerca dell’origine del dolore. Fondamentale l’aiuto che gli arriverà dai “sogni”: è nell’ambito onirico che accadrà qualcosa di straordinario, qualcosa che avrà ripercussioni anche sul mondo reale. Dovrà ricordare, scavare e portare alla luce una nuova verità. Lungo questo percorso, il prof. Kurt Wayne s’impegna a scrivere un breve saggio sulla “possibilità di scelta”: il “Discorso sul Servo Arbitrio” – dunque – è il libro nel libro e si sviluppa in alternanza alle vicende dei personaggi. Una piacevole riflessione scientifica sulla libertà di scelta e sul concetto di Dio.

 

  

2016

  
[BUSINESS IS FIGHT]
Global Management Lectures (English)

2016 - CHINASKI-EDIZIONI

 

Doing Business: everybody wants to do Business.

As a general perspective, doing Business means succeeding in defining peculiar goals and objectives, and in accomplishing them all, in a ‎specific timeframe. The achievement of a generic goal occurs in a context, wherein the Company - the legal entity which aims at 'doing Business' - is forced to compete: no competition, neither goals, nor business shots means nothing at all. Competition is the contest in which the overall legal entities setup their strategies and apply them - one against each other - to overcome the obstacles, to reduce the risks, to overcome the enemy, to succeed.

Thus: Business is fight‎, definitely.

Business is not 'similar' to a fight: it is just a 'specific kind of fight'. So all the aspects affecting the performance of each economic operator, ought to be actually considered and explored according to the ancient fighters/warriors doctrines. This is not a joke, this is realism, pragmatism: this is 'making things happen according to a strategic vision.

 

  
There is the agonist (the Company) and there is its antagonist (the Competitor). The final performance (the fight) requires training, setting up strategies, tactics, technical skills to be attained, requires a gym and/or a school for learning and improving several martial procedures, where experts, Masters and Generals, can transfer and assess the belligerent competences of their soldiers; these kind of tangible and intangible features are enclosed in the Company itself: assets, Managers, Team-Leaders, procedures, simulations, procedural patterns, operations. The showground in which the two parties have their fight is the Marketplace, in which players and competitors play to achieve their objectives (customers, orders, contracts) in opposite position and mutual contradiction. There is plenty of mental and muscular energy required to be invested and deployed during the fight or the war campaigns, as well as there is a bundle of huge investments and/or commitments, which all the employees and the managers are required to devolve, for attaining the goals.‎ During the fight, the performance of each player might be influenced by the external environment (weather, sun/dark-light, cold, hunger/thirst, altitude, sizes and topography of the area of the fight). This is true for the fighters as well as for the Business: social, technological, environmental, economic, political, legal, ethics and demographic aspects, definitely affect the performance of the Company, in the Marketplace. There are rules, which the fighter needs to know and to respect, as well as there are regulations in the Market (official/unofficial, legal/commercial, social/cultural), requiring a severe fulfilment from all parties. The result of the fight depends on expertise, experiences, technical skills, mental attitudes, strategic visions, availability and effectiveness of weapons, coherent with the kind of fight and with the kind of enemy to be overcome, as well as any player can rely on strategic patterns, assessment/analysis matrices, strategic plans and operational programs, to run the business properly. A serious and wise fighter should know in advance the biggest possible bundle of information regarding his/her enemy, as much as any market player is required to gather official, unofficial and confidential information regarding competitors. Knowledge and information is still one of the most important and effective factor affecting a result, in war as much as in Business reality.

So Business is Fight, actually.‎

Business men - as well as Fighters - work very hard for a lifetime, to get prepared to the worst possible cases and scenarios, and yet this time is not enough to feel comfortable: neither rest nor relaxation is ever allowed and a lack of attention is prohibited and may lead to tragic failures. Procedures, dynamics, attitudes, habits, visions, tasks and relationships, network and interconnections, tangible and intangible: all is exploited according to rational approaches and attitudes, to get things done.

So Business is Fight: what kind of fight Business is? Which are the main players involved in this battle? Which are the relationships rationally and irrationally interconnecting these actors? Which are the weapons? What is the final reward?

 

Business is a complex kind of fight, and the better (and quicker) the player clears up its attributes and peculiarities in his/her mind, the best and the most effective will be his/her approach and attitude. Complexity is not difficulty, but only comes from the addition of several factors, combined in a unique scenario, the players have to deal with in order to compete. Thus: a good start consists of 'de-factorizing' the contest, clearing up all of these 'contaminants', un-mixing each of them from all the other, and focus the appropriate attention on the particles.

 

There are basically three levels of fighting, to which three kinds of level of competition are equivalent.‎

From one side there is 'The Company', here intended to be the player which 'subjectively' is aiming at 'doing Business', entering the Contest (the Marketplace). The first level of fight runs internally - thus - because the Entrepreneur (physical subjectivity) needs to set up the internal structure, which will be in charge of competing in the Market on his/her own behalf (juridical subjectivity): only a Legal Entity is allowed to operate (Lawfulness). Apart from the standard patterns generically characterising the Company - Vision/Mission/Commitment, Compliance Package, Organisational Charts, Strategic Business Units patterns, Operational Programs, procedural patterns/matrices/operations, Strategic Business Plan, Supply Chain Management, Value Chain Strategy, Marketing Mix Plan and several others - which theoretically should combine all internal assets/resources for making them consistently coexist and succeed in the long term, there is always an internal fight, by nature, in the Company, as much as in the inner part of any Warrior. The most ancient and expert fighting arts Grand Masters would always teach that 'the main Enemy is Yourself', and they mean that the first limit of the power is the 'internal limit' of each one of us. Similarly, the Company will face internal fights unavoidably, amongst all the human resources, in spite all the managers should already be aware of the strategy and of all the interconnections these strategies ought to ensure, amongst the Business Units. The first limit to overcome - then - is the current internal attitude to compete.‎

On a second instance, there is the Offer, the 'Gross Offer', consisting of the ‎sum of all the Companies offering a specific set of products/services in the Market; the factors determining the Offer are sometimes called: Players, Competitors, Suppliers, Providers and Bidders, depending on the relevant perspective and kind of analysis. The second competition takes place in the Marketplace, and is between those factors which are included in the same segment (Offer); such kind of rivalry - which is more evident to everyone than anything else, and it is often and wrongly considered the sole sort of Competition in Business - is amongst the Competitors: each one of them wants to overcome the other, to ensure his/her supremacy, whose final evidence is the Contract, the Project.

On third and last relevance, there is the Demand, the 'Gross Demand', which consists of the sum of all the Companies and/or Governmental/Institutional Entities, demanding the same (or similar) kind of goods/services to the Market. Similarly to what occurs in the Offer perspective, even the Demand companies are competing amongst them, to ensure their own and legitimate Business (their Customers and Market-Share). As for our perspective, we do not mind regarding this 'internal' competition the Demanders are running, but only its results. Based on their contracts and/or commercial prospects, the Buyers 'need' to purchase some products/services in the Market, and they are forced to deal with Suppliers, and to do that at their possible best (high quantities, high quality, effective post-sales services, low prices). Based on the same kind of different perspectives, ‎these entities are named: Purchasers, Customers, Clients, Tenderers, Buyers. The third kind of competition - to which is never committed enough focus and attention by the Entrepreneurs - takes place in the Marketplace between the Supplier (which has already won its fight against its Competitors), and the Customer. This kind of competition is called 'negotiation' and can be considered a heavy and energy/time consuming process, requiring high professionality and expertise, to be properly run and finalised.

In facts, there are three main kind of competition in Business: organisational, free Market competition, negotiation.

The objectives any Entrepreneur would like to attain - as any kind of commercial law definition recommends and officially requires - are few figures: Profitability, Market-Shares, Market-Coverage, in this specific order. Any other aspect, directly or indirectly somehow belongs to the Company, is nothing but 'a tool', ‘a mean' to attain the objective. The last, ‎and most important recommendation we consider 'crucial' and definitely it affects the enterprises lifetime and approach, is 'sustainability': any running business, apart from the Business field in which the Enterprise wants to compete, should be coherent and consistent in the long term. Without sustainability, there can be no real business.

There is a fourth kind of fight, finally, even if most Entrepreneurs and Academics neglect naming it as ‘a fight’, because it is included in the concept of “Entrepreneurship” by nature. Last enemy the Company should fight is “uncertainty”. Business natural environment is “uncertainty”, subtending (average) human ineptness to foresee the future events. Any strong and effective Strategy might be jeopardised by some specific events occurring in the wrong time and in the most unexpected shape and size. That is the reason why some Multinational Companies use to practice “Scenario’s Planning”, very often.

But business is uncertainty, definitely.

This Volume intends to clarify and show few tools which are used by the Entrepreneurs in their competitions. The most used and most effective weapons, applied in the Marketplace ‎worldwide. Even today many Entrepreneurs and Enterprises owe their success to the appropriate implementation of these tools.‎

They are not only Entrepreneurs, they are Fighters.

  

2016

  
EXPORT MANAGEMENT
Manuale di Internazionalizzazione d'Impresa

2016 - BONFIRRARO Editore

 

In verità l’internazionalizzazione non è mai stata un’attività semplice come si potrebbe pensare. Innanzitutto è da ricondurre ai primissimi scambi commerciali tra popolazioni di mercanti e navigatori che univano allo spirito di avventura e di pionierismo una sana qualità commerciale e uno spirito di intraprendenza che di loro fa i primi “Export Manager” ante-litteram. Ai tempi degli scambi attraverso il Mediterraneo (oltre 4.000 anni fa) si cominciò a prendere atto della pericolosità del lunghi viaggi (tempeste, pirateria, perdita della nave per deriva/rotte), della difficoltà di relazionarsi a popolazioni che parlavano lingue diverse, della difficoltà di “piazzare” merci a popolazioni di culture “troppo” diverse da quelle in cui i beni o i semilavorati erano prodotti, dell’importanza della “parola data” e della fiducia reciproca che ne scaturiva (obbligatorietà del contratto e concetto di buona fede e tutela dell’affidamento, negli ordinamenti giuridici attuali, senza eccezione), della necessità di rispettare i tempi e di definire univocamente il luogo della consegna delle merci, di considerare i dazi, di offrire garanzie sulla qualità delle merci oggetto della compravendita, di “congegnare” sempre nuove forme di accordo che esaudissero le condizioni degli acquirenti, sempre più particolareggiate, di considerare i costi della spedizione sul prezzo delle merci. La Lex Mercatoria – in definitiva – stava costituendosi nella sua forma molto più che embrionale, raccordando principi generali comuni a tutti i popoli coinvolti nelle transazioni e alcuni aspetti tecnici che – oggi – sono appannaggio di assicuratori, spedizionieri, legali di diritto internazionale, economisti, fiscalisti, doganieri, gestori di progetto e altre figure professionali peculiarmente formatesi sulla normativa e sui mercati specifici di riferimento. Ai tempi dei primi traffici “internazionali” (perché tali erano già considerati e tali erano, anche applicando le normative attuali sull’Export), il Mercante, o Capitano di Ventura (l’attuale Imprenditore) era capace di convogliare nella sua figura tutte le qualità e le competenze necessarie per avviare un’attività e svilupparla al di là dei mari, attraverso terre allora considerate sterminate, a centinaia o migliaia di miglia dal suo Paese. Oggi – diversamente – l’Imprenditore resta certamente il punto focale di un’attività (ovvero: dell’Impresa, dal cui termine discende quello dell’Imprenditore), ma al potere/dovere di coordinamento e conduzione non si può (e non si deve) pretendere di aggiungere altre competenze e altre materie per le quali gli specialisti di settore sono chiamati a esprimersi e agire conseguentemente. Allora cosa è cambiato rispetto a 4.000 anni fa? Quali sono le fonti prime di questa forma di complessità delle relazioni commerciali internazionali dalla quale non è possibile né auspicabile prescindere?

 

  • Competitività – Quasi tutti i mercati del mondo occidentale sono “saturi”, nel senso che è difficile immaginare sacche di potenziali Clienti che non siano già serviti da un Player (concorrente, operatore di mercato, impresa) già organizzato. I mercati in via di sviluppo – di conseguenza – sono attualmente preda di una massa originariamente informe, ma oggi più strutturata e segmentata, di Competitors con i quali occorre fare i conti. Quand’anche il motivo originario dell’Internazionalizzazione risulti da una specializzazione spinta (differenziazione) o da altri elementi di competitività, l’Imprenditore deve valutare le prerogative, le dimensioni, le potenzialità, le caratteristiche, i comportamenti, le reazioni, la pericolosità dei propri avversari.

  • Ordinamenti giuridici – Esiste una legge “domestica” (l’Ordinamento Giuridico del Paese esportatore), una legge del Paese Target (l’Ordinamento Giuridico del paese importatore) ed esistono ulteriori strumenti legislativi che mettono in relazione i due Paesi su tematiche inerenti il trade, la compravendita, l’appalto, i servizi (Convenzioni), quando i due Paesi non fanno già parte di una Comunità Economica (Stati Uniti d’America, Comunità Europea, come esempi chiarificatori). Ogni relazione commerciale che dovesse intercorrere tra due Paesi – in generale – è automaticamente assoggettata all’ordinamento giuridico di entrambi, per i principi generali, ma è evidentemente regolamentata dal diritto del Paese che è stato prescelto dai due contraenti, per i principi specifici e per il diritto nella sua globalità (generalmente si tratta del Paese importatore, ma può accadere diversamente). Laddove possibile e purché non venga definito altrimenti dalle parti, le Convenzioni – quando presenti – possono prevalere sul diritto di ciascuno dei due Ordinamenti ed è pertanto applicabile “quel” preciso diritto. Non si può prescindere dalla conoscenza di queste tre sfere, perché ogni tipo di relazione contrattuale genera conseguenze in capo alle parti indipendenti dalla conoscenza che le parti stesse hanno di esse: non esistono soltanto le obbligazioni principali (“primary obbligations”, sinallagma: prestazione/controprestazione), ma anche le “ancillary obbligations” inerenti tempistica, qualità/funzionamento, condizioni di pagamento/incasso, fiscalità, dogana, rischio.

  • Ordinamento fiscale – All’interno del preventivo costi per la commessa (ovvero: per l’opportunità, sia essa una mera vendita, sia essa un appalto) è necessario inserire voci di costo della fiscalità, spesso “doppia”, anche se controbilanciata (le percentualità sono “complementari” e generano un cento-per-cento che si distribuisce su entrambi gli ordinamenti fiscali). La carenza di informazioni inerenti all’ordinamento fiscale genera costi supplementari (sulle attività prodotte localmente e sui profitti generati localmente) che – se ignorati – possono rendere l’operazione antieconomica. La normativa internazionale – per esempio – è molto stringente riguardo al metodo di gestione dei “Transfer Prices” che presentano soglie più o meno definite e franchigie all’interno delle quali è possibile evitare accertamenti e sanzioni.

  • Dazi e Dogane – Allo stesso modo, in accordo alle politiche economiche e finanziarie adottate dal singolo Paese, esistono soluzioni liberiste e soluzioni protezionistiche che rendono più o meno complesso e/o antieconomico esportare determinati generi di merci/servizi, costringendo la Società del Paese esportatore a scelte strategiche di lunga gittata e di più ampio respiro. Esistono – per esempio – barriere all’entrata che concedono al Paese esportatore la costituzione di una Società Mista (Joint Venture Company) quale esclusivo strumento per penetrare il mercato locale. È questo – evidentemente – un contesto che dev’essere noto per poter essere gestito al meglio.

  • Standard Internazionali consolidati – L’attività di Internazionalizzazione è da decenni assurta al rango di “disciplina politico-economica” a tal punto che i Paesi più preparati e storicamente pionieri in ambito Export, hanno standardizzato processi negoziali che partono dalla prima relazione con il Cliente/Partner e si completano con l’acquisizione di un ordinativo, documentazione giuridica, amministrativa, commerciale e finanziaria ricompresa e conforme a standard utilizzati internazionalmente. Non è possibile – pertanto – improvvisare, se si desidera competere con Player così strutturati.

  • Politiche interne – Alcuni Paesi (aderenti alla Comunità Economica Europea, Italia in testa) hanno definito misure di politica economica volte a promuovere esportazione e processo di internazionalizzazione favorendo investimenti all’estero (sotto la forma del credito a interessi nulli o agevolati o sotto la forma del Venture-Capital, per certe particolari imprese), formazione dell’Imprenditore stesso che voglia estendere la propria attività al di fuori dei confini domestici, missioni collettive all’estero (con relativa allocazione comune dei costi), network di imprese “Cluster” – gruppi di indotto – che si coordinano verso un obiettivo condiviso (Mercato di un Paese di interesse comune) per ottimizzare costi e rischio d’impresa. A questo complesso apparato conviene avvicinarsi con le corrette aspettative, e approfittare dei potenziali contributi nel modo appropriato.

  • Normative Specifiche di operatività locale – L’erogazione di servizi (somministrazione, manutenzione, appalti di diverso tipo e natura) richiede la messa in sicurezza delle maestranze, la gestione della sicurezza dell’impianto/strumento, la gestione dell’ambiente e dei sotto servizi (elettricità, acqua, aria compressa, ambienti ATEX, decommissioning e altro) conformi alla normativa locale, spesso molto diversa da quella cui si è abituati nel paese di origine. Questo aspetto determina la necessità di una scelta strategica preventiva che si risolve nell’acquisizione di tutte le informazioni relative alla normativa locale (e conseguente attività di certificazione, omologazione e conformità), ovvero la decisione di condividere parte del lavoro con un Partner locale che si faccia carico di tutto quanto “non-core” (ovvero: della parte di business “non-primaria”, quella che ha poco senso esportare nel Paese target).

 

La lista delle concause della complessità dell’attuale contesto internazionale non è esaustiva, ma è sufficientemente esauriente: non ci si può improvvisare in un mondo così tecnologicamente e giuridicamente avanzato, globalizzato, ma nonostante tutto attento alle specificità locali – giuridiche, tecniche e culturali. È questo il motivo precipuo che ha determinato la stesura di questo Volume. Lo sforzo di fare chiarezza sull’argomento e consegnare un metodo semplice e unitario al destinatario d’elezione.

 

L’Imprenditore.

  

2015

  
MANUALE DI ETICA MARZIALE 

2015 - ABSOLUTELY FREE Editore

 

Sport da combattimento e vita. Ma ce di più. Che si tratti di lavoro o tecniche di lotta, sfide quotidiane o veri match agonistici ci si ritrova sempre di fronte avversari, quantomeno ostacoli. Muovendo dai principi basilari dello Shindô, filosofia da cui traggono origine le più comuni tattiche di combattimento, questo volume mira a proporsi come un utile strumento didattico e concettuale. Attraverso l'analisi e la ricostruzione anche pratica di tale filosofia, l'autore pone le fondamenta per un'attitudine etica, una corretta prospettiva per affrontare se stessi e fronteggiarsi in ogni contesto competitivo. La scoperta di quelle strategie esistenziali che permettono all'uomo e al discente di arti marziali di coniugare in simbiosi concetti e azioni volgendo verso obiettivi positivi e di vittoria. Perché ogni combattimento ha inizio prima e dentro. Nei nostri pensieri di paura e di successo. Il gesto, l'esecuzione sono solamente il concreto di queste immagini mentali, la loro parte più visibile e immediata.

 

«Ho applicato sempre le stesse logiche, ho allenato i miei muscoli, la mia mente, ho affinato la mia capacità di percezione e di interpretazione, ho imparato ad applicarmi a contesti nuovi con la pretesa di capire, di sperimentare, di riuscire.

E il mio insegnante, avaro di elogi, ma generoso nell’elargire ricompense, silenzioso nell’impartire istruzioni, ma assordante nel rimproverare i miei errori, è stato il mio sport.

Il mio maestro è stato l’Arte Marziale.

 

L’attività del Combattente puro è quella del semplificare. Percepire in tempi brevi le circostanze (spazio, tempo, ritmo), verificare le condizioni (tipologia dell’avversario, capacità tecnica, potenzialità nell’allungo), escogitare la soluzione più rapida ed efficace e agire di conseguenza.

Nell’Arte Marziale “pensare” significa “agire”».

  

01

2014

  
DREAM OUT - Teoria dell'Irrealtà

2014 - Centro Studi TINDARI-PATTI Editore

 

Il Romanzo è incentrato su un'idea che prende spunto e fondamento dalle conclusioni di alcuni filosofi e logico/matematici dell'ultimo secolo. In particolare si fa espresso riferimento a Kurt Godel (Matematico: Teoria dell'incompletezza), Werner Heisenberg (Fisico quantistico: Teoria dell'indeterminatezza), George Ivanovitch Gurdjeff (Pensatore/filosofo: Teoria dell'Umanità Dormiente), Erwin Schroedinger (Fisico quantistico: Esperimento mentale del Gatto di Schroedinger), Cornelius Escher (Grafico: Teorico dell'Impossibilità dell'osservazione in PRINT GALLERY).

L'opportuna interpolazione di queste teorie, combinata a strumenti basici di logica induttiva, portano all'idea poco intuitiva, ma altrettanto difficile da confutare, secondo la quale la realtà circostante è "illusoria", dunque inesistente, falsa. Il protagonista - John Shark, imprenditore e presidente di una Società parascientifica dal nome NOOSPHERE (dal greco: Noo =intelletto; Sphere =mondo), già specializzata nel fornire ai propri clienti nuove identità basandosi su interventi psichici ed emotivi - decide di approfondire questa sua ossessiva intuizione e impegna il suo braccio destro, il professor Robert Goodman, nell'attività parallela di recuperare qualsiasi informazione in merito a chiunque abbia formulato un'ipotesi analoga; così vengono fuori tutti i nomi delle persone che sono state citate, ciascuna delle quali ha dovuto superare ostacoli insormontabili prima che l'ortodossia scientifica recepisse compiutamente le proprie conclusioni e le ricomprendesse nel corpus complessivo senza pregiudizio. L'esperimento mentale del gatto di Schroedinger - le cui conclusioni teoriche aberranti produrrebbero una rivisitazione dell'intera cosmologia attualmente accertata e condivisa - non è mai stato condotto (nella finzione del Romanzo, ma anche nella realtà, essendo stata recepita come vera e propria provocazione cui replicarono violentemente addirittura Bernard Russell e Alfred Einstein). John Shark, che dal momento in cui ha avuto la sua intuizione non è mai più riuscito a condurre un'esistenza ordinaria, capace di mettere in dubbio l'esistenza stessa della propria famiglia (essendo la realtà "un oggetto sprovvisto di assiomi fondanti"), decide di dar vita all'esperimento, non tanto per dimostrare che la realtà circostante è illusoria, quanto piuttosto per trasformare la propria realtà, con l'auspicio di portare nella "nuova dimensione" soltanto quegli aspetti che considera imprescindibili: la sua famiglia, l'amicizia, lo sforzo, l'amore.

  

2013

  
FOUR SIDES - Musica Combattimento Scrittura e Responsabilità

2013 - CAOSFERA Editore

 

FOUR SIDEs rientra di diritto nella categoria del saggio, essendo un volume focalizzato su descrizione e approfondimento di tre ambiti dei quali l'Autore vanta una vasta conoscenza maturata sulla base di impegno, studio ed esperienze 'di campo'. Ha infatti conseguito importanti riconoscimenti in campo nazionale e internazionale in veste di atleta - prima - e di docente, nella seconda fase della sua carriera sportiva (Combattimento). Ha inoltre pubblicato sei volumi, quattro dei quali sono romanzi (Scrittura), e infine si dedica alla ricerca musicale da circa trenta anni, vantando una discografia che sfiora i quattromila pezzi (Musica). Ci parla delle sue passioni, dei suoi traguardi e dei modi in cui ha dovuto sormontare un fitto complesso di ostacoli per conseguirli. Le descrizioni sono avvalorate dai continui collegamenti alle proprie esperienze, agli episodi, alle riflessioni che hanno condotto agli approfondimenti e alle tesi qui proposte.

Questo anomalo "saggio episodico" tratta con passione argomenti a prima vista dirrelati tra loro, ma ne consegna un'interpretazione nuova e inedita di ciascuno, rivelando la grande affinità strutturale che li lega.

Segreti sulla motivazione: come scoprirla, alimentarla e tenerla costante nel tempo. Segreti rivelati sotto la forma delle esperienze raccontate, senza veli né misticismo: obiettivi, mezzi, metodi.

 

 

L'architettura narrativa è comune a ciascuno dei tre capitoli.

 

  • Esordi - in cui si traccia il punto d'inizio, per l'Autore e per il generico "studioso" o "cultore" di quell'ambito specifico (Combattimento - Musica - Scrittura);

  • Elementi fondanti - in cui si descrivono gli aspetti costitutivi della disciplina e se ne consegna ampia digressione;

  • Riflessioni - in cui vengono descritti i benefici che quel singolo ambito lascia in eredità a chi lo pratica, a patto che lo si interpreti nel modo corretto.

 

Da un punto di vista didattico può essere considerato come un gradevole insieme di suggerimenti e consigli per affrontare o migliorare - nei casi più avanzati - l'esplorazione di Sport, scrittura creativa e Musica Rock. Diversamente da scritti analoghi, il presente saggio ha il dono di una cifra narrativa semplice e volutamente spuria, nel senso che raccoglie al proprio interno anche racconti e imbastiture di piccole trame, sempre tratte da esperienze di vita vissuta. La scelta di adottare una tale cifra (saggio/episodi/brevi-racconti) è finalizzata a favorire un'immedesimazione con il lettore, per fargli sentire - ancorché comprendere - che i piccoli/grandi traguardi dell'Autore sono alla sua stessa portata.

LA TERRA COMINCIA - Antologia PIKKOLE PESTI

2013 - KIMERIK EDITORE

 

Cosa c’è di più delicato di una favola? Leggere parole che soffiano in direzione dei nostri piccoli. Teneri sogni nati per convogliare le emozioni. Spazi di pensieri entro i quali l’immaginazione può ancora cogliere e rappresentare il meraviglioso. A questo serve una favola. Ancor di più oggi che viviamo in questa incessante epoca di grandi cambiamenti, di luoghi precostruiti e prefigurati. Questa raccolta di favole altro non è che l’incedere di un sogno. Narrazioni strutturate per i più piccoli con un unico obiettivo: suggerire ai bambini che l’unica strada per una crescita completa e consapevole, non  può non passare da un percorso d’amore e di sogni.

   

L’Autore ha vinto la selezione “Scrittori  di  Favole – Pikkole Pesti” – Edizione 2013 e ha ottenuto l’inserimento all’interno dell’Antologia da parte della Casa Editrice KIMERIK, con la favola dal nome “La Terra Comincia”.

2013

  

2010

  
SHOOT ME! - Le Verità dell'Omicidio LENNON

2010 - CHINASKI-EDIZIONI

 

In occasione del trentennale dell'omicidio di John Lennon, Joe Santangelo ricostruisce in Shoot Me! come e perché John Lennon e Mark Chapman si siano attratti vicendevolmente in una combinazione di vittima e carnefice che si è rivelata puntualmente fatale alle 22:47 di lunedì 8 Dicembre 1980, indugiando su particolari, stati d’animo e sfumature per lo più ignoti al grande pubblico. Si tratta di un esperimento unico nel suo genere perché finora mai nessuno si è cimentato in un romanzo su un argomento così dibattuto e a distanza di anni ancora così coinvolgente. Il romanzo si divide in due sezioni speculari che danno rilievo agli episodi salienti e più intimi sia della biografia di Lennon che del suo assassino. L'autore comincia con le vicende che hanno segnato l’infanzia e la vita di Mark David Chapman, prosegue con le circostanze che lo portano a maturare la decisione di uccidere e si sofferma sui primi giorni di Dicembre fino al minuto in cui vengono sparati i colpi che uccidono Lennon, raccontando i fatti al presente e dal punto di vista di Chapman. Terminata questa prima sezione, riparte dal delitto presentandolo dal punto di vista di John Lennon, ricostruisce il vissuto emotivo e i fatti che lo portano a incontrare il suo carnefice proprio la sera dell'8 Dicembre, e poi a ritroso presenta le vicende più importanti degli ultimi anni e della sua gioventù, fino ad arrivare all’infanzia. L'omicidio è dunque il punto di incontro delle due biografie. Una porta sul destino di entrambi i protagonisti. Di particolare interesse per il lettore è il resoconto dettagliato degli ultimi giorni e in particolare delle ultime tre interviste rilasciate da John Lennon il 5, il 6 e l'8 Dicembre 1980, rispettivamente a Rolling Stone, BBC e RKO, ora per la prima volta disponibili in lingua Italiana. Questa sezione offre un memorabile punto di osservazione sullo stato d'animo dell’artista e dell’uomo che, dopo un lustro di silenzio mediatico, si apprestava a tornare sul palcoscenico e sulle idee di Lennon in merito alla rivoluzione giovanile, al ruolo degli artisti, della donna e della famiglia negli anni '60, '70 e a venire. Segue la ricostruzione di alcuni episodi della routine quotidiana di John Lennon negli anni successivi alla nascita di Sean; del suo rapporto con Yoko Ono, i figli, la servitù, i familiari, i genitori e la musica; del suo interesse maniacale per numerologia, meditazione, dieta, astrologia, ufologia. V’è poi la descrizione del profilo psicologico di Mark David Chapman - qui per la prima volta presentato a tutto tondo con la sua “Little People” (il popolo immaginario di cui Chapman si considerava sovrano) - del suo rapporto con la Bibbia e le Sacre Scritture, con la moglie e i genitori, il giovane Holden, la musica e lo stesso Lennon.

 

Il materiale, pur elaborato in forma romanzata, è tratto da una mole variegata di fonti, per lo più rare e comunque non disponibili in lingua Italiana, tra cui: testi autografi di Lennon; biografie autorizzate e non di entrambi i protagonisti di questa storia; testimonianze dirette di persone che li hanno frequentati entrambi; confessioni autografe e dichiarazioni spontanee rese da persone che, direttamente o indirettamente, si sono trovate coinvolte nei fatti precedenti, contemporanei e successivi al delitto; trascrizioni di confessioni, comunicazioni, interrogatori delle autorità preposte, estratti dal Dossier dell’FBI su John Winston Lennon (resi pubblici solo pochi anni fa); script di rappresentazioni teatrali e cinematografiche sull’argomento; registrazioni ed estratti di interviste rese da John Winston Lennon a testate radiofoniche e televisive; articoli tratti da riviste dell’epoca; album e collezione artistica di John Winston Lennon. Una lettura irrinunciabile, ricca di spunti di riflessione e di dettagli imperdibili sulla memorabile e probabilmente più grande Rock-star del ventesimo secolo.

 

“Shoot me! è il primo romanzo in circolazione su John Lennon. O meglio un racconto romanzato di fatti reali in cui Joe Santangelo ricostruisce il come e cerca di spiegare il perché Lennon e Chapman si siano attratti vicendevolmente in una combinazione di vittima e carnefice che si è rivelata puntualmente fatale alle 22:50 di Lunedì 8 Dicembre 1980. Shoot me! è una storia di cui tutti conoscono il triste epilogo, ma non le verità. È una storia in cui si scoprirà John Lennon uomo e John Lennon artista impegnato in una ricerca costante, e spesso estenuante, di nuove direzioni e idee. Shoot me! è il messaggio che arriva a Mark David Chapman, attraverso la televisione, la radio, la carta stampata. Un Mr. Nobody che desiderava diventare Somebody, alla ricerca del proprio ruolo nel mondo, che la sera dell’8 Dicembre ha afferrato un treno di sola andata verso l’Inferno. Leggendo Shoot me! non si può fare a meno di sentire un John Lennon che fischietta Imagine mentre si fa la barba. La macchina da presa, come in un film immaginario, si sposta poi su un uomo, quarantenne, seduto alla sua scrivania in un ufficio ampio e assolato. L’uomo inserisce un cd, lo alza al massimo a già alle prime note di quella canzone si ritrova, non sa nemmeno lui come, con le guance rigate da lacrime salate. Quel sale che brucia le ferite aperte che solo la vita sa procurare. Inciampando, risollevandoci e facendoci cadere di nuovo. Ma ogni volta con una scoperta. Come quella che ognuno di noi farà leggendo questo libro che sprigiona una grande passione. La musica.” – MUCCHIO SELVAGGIO – Febbraio 2011.

IL CALLIGRAFO

2007 - CHINASKI-EDIZIONI

 

Un samurai e un guerriero moderno. Ideogrammi vergati con il sangue su tele di canapa. Un commissario che segue una pista di dolore e morte in un non-luogo che potrebbe essere una qualsiasi delle grandi metropoli in cui ci consumiamo ogni giorno in una frettolosa inazione. Il calligrafo è un uomo che persegue la regola dell'antico Samurai, ma ha perso il proprio equilibrio. Il calligrafo ha smarrito la strada, si è persuaso che l'esercizio della regola possa risolversi in un adempimento formale, nel decoro fine a se stesso. Che la colpa dei suoi mali sia del mondo. Ha dimenticato che l'onore è qualcosa da rivendicare di fronte a se stessi e non di fronte agli altri.

 

“Con un linguaggio estremamente crudo e diretto, Joe Santangelo, appassionato cultore di filosofia e arti marziali orientali e cinico osservatore del degrado cui il mondo è sottoposto, ci racconta la storia di un uomo che in questo non-luogo vuole dimostrare come la disciplina e l'etica dei valorosi Samurai siano ancora vive e saldamente radicate nell'animo di pochi eletti che hanno saputo forgiare mente e corpo, attraverso allenamenti al limite dell'umanità, proprio come un tempo facevano i gloriosi Samurai. Un ottimo Noir che segna la maturazione del giovane autore” – NOIR-MAGAZINE – Febbraio 2008.

2007

  
VERBA MANENT

2006 - CHINASKI-EDIZIONI

 

Ci sembra quasi di scegliere, di vivere profondamente e provare forti emozioni di fronte alle cronache sulle bombe che piovono sulle città del Medio Oriente.

La molteplicità delle informazioni indistinte e generiche che ci arrivano e la reiterazione delle immagini rendono quelle bombe innocue, le fanno sembrare fuochi pirotecnici in uno spazio non spazio, un tempo non tempo lontano dalle nostre case e dalle nostre famiglie.

In definitiva la ripetizione e l’affabulazione annullano la verità, la cancellano. E l’indomani l’immagine del corpo di un bimbo paralizzato dal rigor mortis in una smorfia grottesca, ci scivola addosso.

 

“La suspence cresce pagina dopo pagina. Il lettore, dopo le prime cento pagine, non vede l’ora di sapere come va a finire. VERBA MANENT è un romanzo riuscito” – Corriere della Sera – 22.Febbraio.2007

2006

    
ROCKILLER - a Rock Noire

2005 - CHINASKI-EDIZIONI

 

Lo spirito del Rock delle origini, l’amore per la grande spinta propulsiva e l’apertura creativa di un Rock impegnato, al servizio del grande sogno della rivoluzione giovanile, aleggia in questo thriller chiedendo giustizia contro la spettacolarizzazione della musica e le logiche dell’industria discografica, l’empietà delle mode e l’avidità del consumismo. Dietro alle quinte vibra un rancore mai sopito, il dolore profondo di un delitto impunito che divide due persone diverse, eppure drammaticamente uguali.

 

“Un thriller d'esordio dal ritmo incalzante, dove la soluzione finale è del tutto inattesa, un colpo basso per il lettore e per la giustizia tradizionale. Con Rockiller Joe Santangelo gioca con i generi e aspira ad arricchire il noir italiano con una storia difficile da dimenticare, dove paura e desiderio dell’abisso si intrecciano in un conflitto irrisolto fino alla fine. Più di un thriller, una storia on-the-road di uomini che vivono empiamente per proteggere i loro sogni” – KULT-PRESS – Novembre 2005

2005

  

1996

  
PSICODINAMICA DEL CONFRONTO

1996 - SCUOLA DELLO SPORT DEL C.O.N.I Editore

 

La scansione dello scritto è articolata in due sezioni distinte.

Si procede in prima istanza  a un esame scientifico del confronto inteso propriamente quale fenomeno ed analizzato pertanto attraverso gli strumenti propri di un’indagine scientifica.

A una breve analisi etimologica,  che chiarisce la validità metodologica del confronto ai fini della conoscenza e le autentiche modalità di estrinsecazione, seguirà immediatamente una digressione che cercherà storicamente di cogliere dal punto di vista gnoseologico come queste ultime siano state continuamente disattese, visto il connaturato bisogno dell’uomo di padroneggiare quanto lo circonda e di adeguare la realtà al proprio pensiero.

L’obiettivo che s’intende raggiungere nella prima sezione consiste nel presentare il confronto, considerato in tutte le modalità d’espressione a esso proprie, come fondamentale strumento di conoscenza.

Una considerazione che voglia dirsi coerente con quanto la tecnica del confronto ci ha insegnato nel corso della storia, pertanto, dovrà considerarlo e trattarlo per ciò che sostanzialmente è, e non per ciò che potrebbe (tendenziosamente) rappresentare. In altri termini, qui si vuole intendere che, qualora si voglia costruire un sistema di pensiero che presenti la pienezza delle cose concrete e sia contemporaneamente suscettibile di applicazioni pratiche, (un sistema vivo, cioè), si dovrà erigere la tecnica del confronto addirittura a punto di partenza e di arrivo ad un tempo, senza commettere, a parere sell'Autore, alcun errore di concetto.

Il confronto, inteso come attitudine alla competizione, alla dinamica relazione ma soprattutto come tappa metodologica che nulla ha di perentorio se non l’invito a una riflessione continua su se stesso e sui modi di operare, non è assolutamente deprecabile nè tacciabile di ricadere in sterile nichilismo; il confronto inteso come assioma-non assioma è di per sè garanzia di organismo vivo, creativo, in continua espansione.

In seconda e ultima istanza la trattazione è incentrata sul combattimento, considerato come modalità di estrinsecazione del confronto per antonomasia.

Il corpo della seconda sezione consiste essenzialmente in uno studio analitico del combattimento condotto attraverso diversi strumenti ermeneutici: una chiave interpretativa fisica, statistica, psicologica, sociologica e tattico-strategica.

Si cerca di fornire il lettore di strumenti che gli consentano di riaddentrarsi con maggior consapevolezza in un mondo a lui familiare e gli si chiede di condividere approcci inediti e affascinanti.

L’esperienza diretta del combattimento, infatti, che risulta possibile realizzare per mezzo della pratica di una qualsiasi disciplina del corpo, è stata per troppo tempo fraintesa, a tutto scapito di una conoscenza delle sue potenzialità sociologiche e formative.

Il combattimento in quanto metafora dell’esistenza promette al praticante di migliorarsi nel corpo e nello spirito e pertanto si presenta come strumento pedagogico e formativo di tutto il ventaglio di capacità psichiche e fisiche, abilità innate, propensioni e attitudini caratteriali dell’uomo ancorchè dell’atleta.

Migliorarsi nel combattimento, in conclusione, equivale a migliorarsi nella vita.

Allo studio pedantemente analitico condotto nel corso delle due sezioni, infine, seguirà una sorta di sintesi funzionale alla presentazione di una nuovissima quanto ardita teoria delle discipline da combattimento.

Saranno infatti presentati i rudimenti di una nuova filosofia dell’azione, conformemente alla quale l’agire marziale assurgerebbe a un ruolo inaspettatamente elevato.

Al lettore il diritto di condividere o criticare i principi di una nuova etica del pragmatismo marziale.

1995

  
TATTICA E TEORIA
NELL'ARTE DEL COMBATTIMENTO

1995 - LEVANTE EDITORI

 

Le arti marziali sono disciplinate da un complesso di conoscenze tecniche specifiche; sono altresì fondate sull'esperienza, sull’abilità e sulla genialità di chi le esercita; al contempo sono attività mentale, attività razionale e razionalizzante. In quanto arte destinata all'esecuzione occorrono delle modalità di compimento. È necessaria, dunque, l'illustrazione di un procedimento, intendendosi per esso non tanto o non solo l'educazione di una serie di operazioni, quanto la presentazione di un "metodo" da seguirsi, di un iter formativo. Tale metodo dovrà possedere in prima istanza il requisito della scientificità, dovrà cioè basarsi su criteri di razionalità e obiettività che non solo garantiscano la significatività e la comunicazione dei processi di acquisizione teorica, ma anche la verificabilità delle osservazioni su cui tali processi si basano. Di qui la presenza nel testo di una ricca parte metodologica in cui si presentano i fondamenti teorici e filosofici del metodo illustrato; di qui l'utilizzazione, con pochi "cali di tono", di un linguaggio analitico, dotato di chiarezza ed evidenza. Ma se metodo è ricerca, indagine, nonché "modo della ricerca", qual è lo scopo di tale investigazione? Si impone a questo punto la considerazione o meglio la riconsiderazione delle arti marziali in quanto attività razionalizzante, attività di riconduzione alla funzione sistematrice e classificatrice della ratio delle pulsioni a questa irriducibili: affascinante scoperta cui questo testo mirabilmente conduce.

 

Il Volume è stato adottato dalla federazione Nazionale di Riferimento (I.A.K.S.A.-Italia - Karate/Kickboxing) come libro di testo per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento (Allenatore – Istruttore – Maestro).